Isacco benedice Giacobbe

15 Marzo 2016 Scritto da  Redazione
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Giacobbe si usa di un inganno per ricevere la benedizione da suo padre Isacco al posto di suo fratello Esaù.
Isacco benedice Giacobbe
Genesi 27:18-29

Così Giacobbe venne dal padre e disse: «Padre mio».
Isacco rispose: «Eccomi; chi sei tu, figlio mio?».
Giacobbe rispose al padre: «Io sono Esaù, il tuo primogento. Ho fatto come tu mi hai ordinato.
Alzati dunque, siediti e mangia la mia selvaggina, perché tu mi benedica».
Isacco disse al figlio: «Come hai fatto presto a trovarla, figlio mio!».
Giacobbe rispose: «Il Signore me l'ha fatta capitare davanti».

Ma Isacco gli disse: «Avvicinati e lascia che ti palpi, figlio mio, per sapere se tu sei proprio il mio figlio Esaù o no».
Giacobbe si avvicinò ad Isacco suo padre, il quale lo tastò e disse: «La voce è la voce di Giacobbe, ma le braccia sono le braccia di Esaù».
Così non lo riconobbe, perché le sue braccia erano pelose come le braccia di suo fratello Esaù, e perciò lo benedisse.
Gli disse ancora: «Tu sei proprio il mio figlio Esaù?».
Rispose: «Lo sono».

Allora disse: «Porgimi da mangiare della selvaggina del mio figlio, perché io ti benedica».
Gliene servì ed egli mangiò, gli portò il vino ed egli bevve.
Poi suo padre Isacco gli disse: «Avvicinati e baciami, figlio mio!».
Gli si avvicinò e lo baciò.

Isacco aspirò l'odore degli abiti di lui e lo benedisse, dicendo:
«Ecco l'odore del mio figlio è come l'odore di un campo che il Signore ha benedetto.
Dio ti conceda rugiada del cielo e terre grasse e abbondanza di frumento e di mosto.
Ti servano i popoli e si prostrino davanti a te le genti.
Sii il signore dei tuoi fratelli e si prostrino davanti a te i figli di tua madre.
Chi ti maledice sia maledetto e chi ti benedice sia benedetto!».
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