La guarigione di Naaman

15 Marzo 2016 Scritto da  Redazione
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Naaman, capitano dell'esercito siriano, si rivolge al profeta Eliso per essere guarito dalla lebbra. Viene guarito immediatamente, dopo essersi bagnato nelle acque del fiume Giordano.
La guarigione di Naaman
2 Re 5:1-19

Nàaman, capo dell'esercito del re di Aram, era un personaggio autorevole presso il suo signore e stimato, perché per suo mezzo il Signore aveva concesso la vittoria agli Aramei.
Ma questo uomo prode era lebbroso.

Ora bande aramee in una razzia avevano rapito dal paese di Israele una giovinetta, che era finita al servizio della moglie di Nàaman.
Essa disse alla padrona: «Se il mio signore si rivolgesse al profeta che è in Samaria, certo lo libererebbe dalla lebbra».
Nàaman andò a riferire al suo signore: «La giovane che proviene dal paese di Israele ha detto così e così».
Il re di Aram gli disse: «Vacci! Io invierò una lettera al re di Israele».

Quegli partì, prendendo con sé dieci talenti d'argento, seimila sicli d'oro e dieci vestiti.
Portò la lettera al re di Israele, nella quale si diceva: «Ebbene, insieme con questa lettera ho mandato da te Nàaman, mio ministro, perché tu lo curi dalla lebbra».
Letta la lettera, il re di Israele si stracciò le vesti dicendo: «Sono forse Dio per dare la morte o la vita, perché costui mi mandi un lebbroso da guarire?
Sì, ora potete constatare chiaramente che egli cerca pretesti contro di me».

Quando Eliseo, uomo di Dio, seppe che il re si era stracciate le vesti, mandò a dire al re: «Perché ti sei stracciate le vesti?
Quell'uomo venga da me e saprà che c'è un profeta in Israele».
Nàaman arrivò con i suoi cavalli e con il suo carro e si fermò alla porta della casa di Eliseo.
Eliseo gli mandò un messaggero per dirgli: «Và, bagnati sette volte nel Giordano: la tua carne tornerà sana e tu sarai guarito!».

Nàaman si sdegnò e se ne andò protestando: «Ecco, io pensavo: Certo, verrà fuori, si fermerà, invocherà il nome del Signore suo Dio, toccando con la mano la parte malata e sparirà la lebbra.
Forse l'Abana e il Parpar, fiumi di Damasco, non sono migliori di tutte le acque di Israele?
Non potrei bagnarmi in quelli per essere guarito?».
Si voltò e se ne partì adirato.

Gli si avvicinarono i suoi servi e gli dissero: «Se il profeta ti avesse ingiunto una cosa gravosa, non l'avresti forse eseguita?
Tanto più ora che ti ha detto: bagnati e sarai guarito!
».
Egli, allora, scese e si lavò nel Giordano sette volte, secondo la parola dell'uomo di Dio, e la sua carne ridivenne come la carne di un giovinetto; egli era guarito.
Allora tornò con tutto il seguito dall'uomo di Dio; entrò e si presentò a lui dicendo: «Ebbene, ora so che non c'è Dio su tutta la terra se non in Israele.
Ora accetta un dono dal tuo servo».

Quegli disse: «Per la vita del Signore, alla cui presenza io sto, non lo prenderò».
Nàaman insisteva perché accettasse, ma egli rifiutò.
Allora Nàaman disse: «Se è no, almeno sia permesso al tuo servo di caricare qui tanta terra quanta ne portano due muli, perché il tuo servo non intende compiere più un olocausto o un sacrificio ad altri dei, ma solo al Signore.
Tuttavia il Signore perdoni il tuo servo se, quando il mio signore entra nel tempio di Rimmòn per prostrarsi, si appoggia al mio braccio e se anche io mi prostro nel tempio di Rimmòn, durante la sua adorazione nel tempio di Rimmòn; il Signore perdoni il tuo servo per questa azione».
Eliseo disse: «Và in pace».
Nàaman partì da lui e fece un bel tratto di strada.
1876
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