La lettera bruciata

15 Marzo 2016 Scritto da  Redazione
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Il profeta Geremia manda al re di Giuda Ioiakim una lettera di avvertimento da parte di Dio, che però, nella sua arroganza e superbia, il re brucia nel braciere.
Il re brucia la lettera di Geremia
Geremia 36:9-26

Nel quinto anno di Ioiakìm figlio di Giosia, re di Giuda, nel nono mese, fu indetto un digiuno davanti al Signore per tutto il popolo di Gerusalemme e per tutto il popolo che era venuto dalle città di Giuda a Gerusalemme.
Baruc dunque lesse nel libro facendo udire a tutto il popolo le parole di Geremia, nel tempio del Signore, nella stanza di Ghemarià, figlio di Safàn lo scriba, nel cortile superiore presso l'ingresso della Porta Nuova del tempio del Signore.

Michea figlio di Ghemarià, figlio di Safàn, udite tutte le parole del Signore lette dal libro, scese alla reggia, nella stanza dello scriba; ed ecco là si trovavano in seduta tutti i capi dignitari: Elisamà lo scriba e Delaià figlio di Semaià, Elnatàn figlio di Acbòr, Ghemarià figlio di Safàn, e Sedecìa figlio di Anania, insieme con tutti i capi.
Michea riferì loro tutte le parole che aveva udite quando Baruc leggeva nel libro al popolo in ascolto.

Allora tutti i capi inviarono da Baruc Iudi figlio di Natania, figlio di Selemia, figlio dell'Etiope, per dirgli: «Prendi nelle mani il rotolo che leggevi ad alta voce al popolo e vieni».
Baruc figlio di Neria prese il rotolo in mano e si recò da loro.
Ed essi gli dissero: «Siedi e leggi davanti a noi».
Baruc lesse davanti a loro.

Allora, quando udirono tutte quelle parole, ebbero paura e si dissero l'un l'altro: «Dobbiamo senz'altro riferire al re tutte queste parole».
Poi interrogarono Baruc: «Dicci come hai fatto a scrivere tutte queste parole».
Baruc rispose: «Di sua bocca Geremia mi dettava tutte queste parole e io le scrivevo nel libro con l'inchiostro».
I capi dissero a Baruc: «Và e nasconditi insieme con Geremia; nessuno sappia dove siete».

Essi poi si recarono dal re nell'appartamento interno, dopo aver riposto il rotolo nella stanza di Elisamà lo scriba, e riferirono al re tutte queste cose.
Allora il re mandò Iudi a prendere il rotolo.
Iudi lo prese dalla stanza di Elisamà lo scriba e lo lesse davanti al re e a tutti i capi che stavano presso il re.
Il re sedeva nel palazzo d'inverno - si era al nono mese - con un braciere acceso davanti.
Ora, quando Iudi aveva letto tre o quattro colonne, il re lacerò il rotolo e lo gettò nel fuoco sul braciere, finché non fu distrutto interamente nel fuoco che era sul braciere.

Il re e tutti i suoi ministri non tremarono né si strapparono le vesti all'udire tutte quelle cose.
Eppure Elnatàn, Delaià e Ghemarià avevano supplicato il re di non bruciare il rotolo, ma egli non diede loro ascolto, anzi ordinò a Ieracmeèl, un principe regale, a Seraià figlio di Azrièl e a Selemia figlio di Abdeèl, di arrestare Baruc lo scriba e il profeta Geremia.
Ma il Signore li aveva nascosti.
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