Re Giosia

01 Maggio 2016 Scritto da  Redazione
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Nell'occasione della restaurazione del tempio di Gerusalemme, il sacerdote Hilkiah ritrova i rotoli della Legge di Mosè, dove sono riportate le Parole di Dio.
Re Giosia
2 Cronache 34:8-28

Quando Giosia divenne re, aveva otto anni; regnò trentun anni in Gerusalemme.
Egli fece ciò che è retto agli occhi del Signore e seguì le strade di Davide suo antenato, senza fuorviare in nulla.
Nell'anno decimottavo del suo regno, dopo aver purificato il paese e il tempio, affidò a Safàn figlio di Asalia, a Maaseia governatore della città, e a Ioach figlio di Ioacaz, archivista, il restauro del tempio del Signore suo Dio.

Costoro si presentarono al sommo sacerdote Hilkiah e gli consegnarono il denaro depositato nel tempio; l'avevano raccolto i leviti custodi della soglia da Manàsse, da Efraim e da tutto il resto di Israele, da tutto Giuda, da Beniamino e dagli abitanti di Gerusalemme.
Lo misero in mano ai direttori dei lavori che sovraintendevano al tempio ed essi l'utilizzarono per gli operai che lavoravano nel tempio per restaurarlo e rafforzarlo.
Lo diedero ai falegnami e ai muratori per l'acquisto di pietre da taglio e di legname per l'armatura e la travatura dei locali lasciati rovinare dai re di Giuda.

Quegli uomini lavoravano con fedeltà; erano stati loro preposti per la direzione Iacat e Abdia, leviti dei figli di Merari, Zaccaria e Mesullàm, Keatiti.
Leviti esperti di strumenti musicali sorvegliavano i portatori e dirigevano quanti compivano lavori di qualsiasi genere; altri leviti erano scribi, ispettori e portieri.
Mentre si prelevava il denaro depositato nel tempio, il sacerdote Hilkiah trovò il libro della legge del Signore, data per mezzo di Mosè.
Hilkiah prese la parola e disse allo scriba Safàn: «Ho trovato nel tempio il libro della Legge».
Hilkiah diede il libro a Safàn.

Safàn portò il libro dal re; egli inoltre riferì al re: «Quanto è stato ordinato, i tuoi servitori lo eseguiscono. Hanno versato il denaro trovato nel tempio e l'hanno consegnato ai sorveglianti e ai direttori dei lavori».
Poi lo scriba Safàn annunziò al re: «Il sacerdote Hilkiah mi ha dato un libro».
Safàn ne lesse una parte alla presenza del re.
Udite le parole della legge, il re si strappò le vesti e comandò a Hilkiah, ad Achikam figlio di Safàn, ad Abdon figlio di Mica, allo scriba Safàn e ad Asaia ministro del re: «Andate, consultate il Signore per me e per quanti sono rimasti in Israele e in Giuda riguardo alle parole di questo libro ora trovato; grande infatti è la collera del Signore, che si è accesa contro di noi, poiché i nostri padri non hanno ascoltato le parole del Signore facendo quanto sta scritto in questo libro».

Hilkiah, insieme con coloro che il re aveva designati si recò dalla profetessa Hulda, moglie di Sallùm, figlio di Tokat, figlio di Casra, il guardarobiere; essa abitava nel secondo quartiere di Gerusalemme.
Le parlarono in tal senso ed essa rispose loro: «Dice il Signore Dio di Israele: Riferite all'uomo che vi ha inviati da me: Dice il Signore: Ecco, io farò piombare una sciagura su questo luogo e sui suoi abitanti, tutte le maledizioni scritte nel libro letto davanti al re di Giuda, perché hanno abbandonato me e hanno bruciato incenso ad altri dei provocandomi a sdegno con tutte le opere delle loro mani.
La mia collera si accenderà contro questo luogo e non si potrà spegnere.
Al re di Giuda, che vi ha inviati a consultare il Signore, riferirete: Dice il Signore, Dio di Israele: A proposito delle parole che hai udito, poiché il tuo cuore si è intenerito e ti sei umiliato davanti a Dio, udendo le mie parole contro questo luogo e contro i suoi abitanti; poiché ti sei umiliato davanti a me, ti sei strappate le vesti e hai pianto davanti a me, anch'io ho ascoltato.
Oracolo del Signore! Ecco, io ti riunirò con i tuoi padri e sarai deposto nel tuo sepolcro in pace.
I tuoi occhi non vedranno tutta la sciagura che io farò piombare su questo luogo e sui suoi abitanti».
Quelli riferirono il messaggio al re.
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