Tanto tempo fa, nel periodo dei Re d'Israele, la nazione d'Israele con la nazione della Siria erano in guerra tra di loro.
In quel periodo il capitano dell'esercito siriano era Naaman.
Costui era un soldato abile, aveva vinto molte battaglie ed era diventato molto famoso.

In una battaglia i siriani hanno avuto la meglio sugli israeliti, facendo diversi prigionieri.
Tra questi c'era una fanciulla, la quale Naaman prese, portandola a casa sua per aiutare sua moglie ad accudire alle faccende domestiche.
La ragazza faceva tutto quello che di solito c'è da fare in una casa: cucinare, lavare gli indumenti, fare le pulizie ed altro.

In quella casa c'era però un grande problema che causava tanta disperazione: Naaman era lebbroso.
Quella malattia in quel tempo era molto comune. Era una malattia che portava alla morte perché non c'erano cure e medicine da poterla debellare.
Incominciava da una piccola parte del corpo e col tempo lo infettava tutto. Le sue macchie bianche erano una dimostrazione della presenza della malattia, la quale corrodeva i tessuti, la carne e persino le ossa.

Per Naaman era una situazione anche vergognosa, perché in quel tempo si credeva che chi avesse la lebbra fosse maledetto da Dio, in più le persone lo evitavano perché era una malattia contagiosa.

Quando la fanciulla capì la situazione che c'era in quella famiglia, ebbe compassione del suo padrone e, nella sua semplicità, gli volle dare un consiglio.

La ragazza gli raccontò che in Israele c'era un profeta di Dio, chiamato Eliseo che altre volte aveva fatto delle opere miracolose nel Nome del Dio d'Israele. Se sarebbe andato da lui sicuramente avrebbe potuto fare qualcosa per la sua malattia.

Naaman prese il consiglio della ragazza e, chiedendo prima il permesso del suo re, partì alla volta di Samaria, la capitale d'Israele.

Arrivato nei pressi della casa di Eliseo, Naaman mandò un messo a chiamare il profeta, il quale a sua volta inviò un suo servitore con un messaggio per Naaman: "Se vuoi essere guarito immergiti sette volte nel fiume Giordano".
Tutto sembrava così semplice, ma non per Naaman, perché era un uomo superbo ed arrogante.

Sul momento Naaman non volle ascoltare il comando del profeta.
Era indignato perché Eliseo non gli era andato incontro, in più disprezzava il fiume Giordano perché era un fiume d'Israele, ma poi, convinto dai suoi accompagnatori, si decise ad ubbidire a quello che il profeta gli aveva comandato.

Si immerse sette volte nelle acque del fiume e con grande meraviglia, al settimo tuffo, vide la sua pelle ritornare sana e bianca come quella di un bambino.
La lebbra era scomparsa. Dio aveva esaudito la richiesta che Eliseo aveva fatto in favore del generale Siro.
Dio lo volle aiutare lo stesso anche se era un nemico del Suo popolo ed aveva recato tanto male alla nazione d'Israele.
Subito dopo Naaman si recò da Eliseo per ricompensarlo con tutti i doni che aveva portato con se, ma Eliseo non volle accettare niente.
Il merito era tutto di Dio ed era Lui che doveva ringraziare ed esserne riconoscente.
Eliseo, poi ha consigliato Naaman di ravvedersi e di cambiare vita, cose che effettivamente eseguì e mise in pratica al ritorno in Siria.
Con quella guarigione, Naaman ha potuto conoscere l'amore e la potenza di Dio nella sua vita. Quello che Naaman ha sperimentato è servito anche al cambiamento del suo carattere. Da allora Naaman fu una persona diversa.

Al ritorno a casa, Naaman racconta tutto quello che aveva sperimentato, dell'incontro con Eliseo e di come Dio lo aveva guarito.
La ragazza fu veramente contenta perché con la sua semplice testimonianza e con l'incoraggiamento dato al suo padrone lo aveva aiutato.

Immaginate come, da allora in poi, Naaman e sua moglie avrebbero trattato la bambina.
Ma lei principalmente fu contenta perché aveva sperimentato la fedeltà e la bontà di Dio.
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