Davide il pastorello

21 Gennaio 2016 Scritto da  Redazione
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Da guardiano delle pecore del padre, a sfidante del gigante Golia.
Con l'eroica impresa della vittoria sul gigante inizia la storia del futuro re d'Israele, scelto da Dio.
Davide pastorello e musicistaUn lavoratore alacreUn pastore coraggiosoUna missione particolare
Davide pastorello e musicista

Tanto tempo fa, viveva nel Paese d'Israele un pastorello chiamato Davide.
Accudiva alle pecore del padre Iesse di Betlemme.
Davide aveva la passione per la musica, e mentre le pecore brucavano tranquillamente l'erba, si intratteneva suonando e cantando le conzoni che lui stesso pomponeva.

Un lavoratore alacre

Davide svolgeva il suo lavoro con diligenza e con passione; persino gli animali percepivano i sentimenti del loro piccolo padrone.
Li conduceva dove c'era erba buona e li faceva abbeverare alle acque fresce.
Però, non risparmiava il bastone quando era necessario, per esempio, quando deviavano dalla buona strada, o litigavano tra di loro.

Un pastore coraggioso

Davide voleva compiacere a suo padre, facendo tutto il possibile per accudire e custodire al meglio le pecore.
Al pascolo, spesse volte, si trovavano insidie e pericoli, che solo con l'aiuto di Dio si potevano superare.
Una volta ha lottato contro un leone che voleva avventarsi sulle sue pecorelle.
Davide ha avuto la meglio, usando le sue armi preferite: una fionda e la fede in Dio.

Una missione particolare

In quel periodo il Regno d'Israele era in guerra contro i Filistei e i sette fratelli di Davide si erano arruolati nell'esercito del re Saul.
Un giorno Davide venne mandato dal padre a portare dei viveri ai suoi fratelli che si trovavano schierati in battaglia contro i nemici.

Notizie dal fronteIl gigante GoliaUna rischiosa decisioneL'approvazione del re
Notizie dal fronte

Giunto nell'accampamento, Davide si informò dell'andamento dei combattimenti.
Gli venne riferito che vi era un momento di stallo, perché dalle schiere nemiche si era fatto avanti un campione che ha lanciato una sfida, e che da parte loro non vi era nessuno disposto ad accoglierla. 
Lo sfidante aveva proposto che il vincitore avrebbe assicurato la supremazia sui rispettivi nemici.
I soldati erano tutti presi dalla paura, perché lo sfidante era un tipo particolare.

Il gigante Golia

Infatti era un soldatone altro tre metri, con una dura corazza addosso e una lancia molto lunga; solo il suo aspetto incuteva paura. 
Golia, oltre che alto era anche abile ed esperto nei combattimenti; insomma, chiunque sarebbe stato lo sfidante non avrebbe avuto neanche la minima possibilità di vincerlo.

Una rischiosa decisione

Mentre Davide era ancora nell'accampamento israelita, Golia si fece avanti, per l'ennesima volta, rinnovando la sua sfida, ingiuriando Dio e l'esercito d'Israele.
Alle parole ingiuriose del gigante, Davide sdegnato, decise che lo avrebbe sfidato.
Qualcuno, prima o poi, avrebbe dovuto prendere la causa di Dio...

L'approvazione del re

Subito, Davide è stato convocato dal re Saul, perché voleva accertarsi delle effettive capacità dello sfidante.
La vista di quel giovanotto, lo ha scoraggiato.
Davide ha dovuto faticare molto per ricevere l'approvazione del re: raccontò dell'episodio del leone e di come Dio lo aveva aiutato anche in altre occasioni contro altre belve feroci.
Davide aveva fiducia in Dio che lo poteva aiutare anche contro Golia.

Metodi umaniPreparazione alla sfidaIl momento decisivoUn lancio da campione
Metodi umani

Volendo aiutare Davide, il re gli propose di indossare la sua armatura.
Davide era ancora piccolino e sicuramente tutta quella ferraglia addoso gli era più di impaccio che di aiuto.
Lui aveva i suoi metodi e le sue famose armi per affrontare il nemico.
La cosa più importante era la fede in Dio e poi la sua inseparabile fionda.

Preparazione alla sfida

Davide preparò gli accessori per la sfida: cinque pietre lisce dal torrente.
I soldati israeliti avevano compassione mista a stupore e curiosità; non sapevano cosa fare: se distogliere il giovane da quella sfida folle, o confidare anche loro nell'aiuto di Dio.
Ma che cosa avrebbe potuto fare un ragazzo con fionda e pietre contro Golia, il più feroce e forzuto combattente del Regno?

Il momento decisivo

Eccoli uno di fronte all'altro: il gigante contro il piccoletto.
L'infedele e arrogante filisteo, nemico delle schiere di Dio, contro un semplice e debole ragazzo, fedele a devoto a Dio.
La differenza non è solo nell'aspetto, ma anche nel cuore, nell'intimo: uno lontano dalla volontà di Dio e l'altro strumento nelle mani di Dio.

Un lancio da campione

Secondo le aspettative umane, la vittoria di Golia era evidente, ma secondo le valutazioni di Dio era più logico che vinceva Davide... e Dio ha sempre ragione!
Infatti, con un veloce balzo, Davide trovò posizione davanti al gigante e, roteando velocemente la fionda, scagliò il micidiale sasso, che colpì Golia sulla fronte.

Il gigante battutoGli onori dovuti
Il gigante battuto

Il gigante cadde a terra, tramortito.
Così Davide sopraffece facilmente Golia, sferrandogli un colpo mortale con la sua stessa spada.
Grida di vittoria si alzarono dall'accampamento israelita.
Con quella vittoria Davide ha assicurato al re Saul la supremazia sui filistei.

Gli onori dovuti

Grazie alla sfida lanciata dall'ex campione e la vittoria di un giovane ragazzo, è stato assicurato il dominio d'Israele, un periodo di pace e, principalmente, delle vite risparmiate... da tutte e due le parti.
Il coraggio e la fede di Davide sono stati di esempio per il re, i soldati e le persone di allora e di oggi, confermando ciò che si può fare assieme a Dio.

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