Giuseppe venduto dai fratelli

21 Gennaio 2016 Scritto da  Redazione
  • Dimensione caratteri articolo
Vota questo articolo
(25 Voti)
La storia di Giuseppe, figlio di Giacobbe, che per invidia è stato venduto dai suoi fratelli, come schiavo a dei carovanieri diretti in Egitto.
Giacobbe e suo figlio Giuseppe La scelta di Giacobbe I fratelli invidiosi Il sogno di Giuseppe
Giacobbe e suo figlio Giuseppe

Tanto tempo fa, in Canaan, viveva una numerosa famiglia di pastori. 
Giacobbe era il padre di dodici figli, tra questi ve ne era uno che amava più degli altri, si chiamava Giuseppe, che nella lingua antica significa "doppia benedizione".

La scelta di Giacobbe

Giacobbe aveva deciso che Giuseppe, quando sarebbe cresciuto, doveva essere il suo successore, che avrebbe comandato sui suoi fratelli.
Per confermare il suo intento, Giacobbe regalò al figlio una lunga veste variopinta, come segno di supremazia.

I fratelli invidiosi

Questo fatto, però, invece di trovare consenso tra gli altri figli, causò mormorii e gelosie.
Infatti, era usanza, allora, che la preminenza sugli altri spettava al primogenito.
Per cui, a malincuore, accettarono la volontà del padre, con la speranza, però, che alla fine avrebbe sistemato le cose secondo la tradizione.

Il sogno di Giuseppe

I fratelli, però, non sapevano che dietro la decisione del padre c'era anche la volontà di Dio.
Infatti una notte Giuseppe, sognò, che alla mietitura del grano i covoni dei fratelli si inchinavano davanti al suo.
Per lui fu chiaro il significato del sogno.

I fratelli furiosi Giacobbe rimprovera il figlio Giuseppe va dai fratelli I fratelli lo deridono
I fratelli furiosi

L'indomani Giuseppe raccontò il sogno con la sua interpretazione ai suoi fratelli, i quali, ovviamente l'hanno presa male; loro non si sarebbero ma sottomessi a lui, anzi, vedevano che il fratellino incominciava a divenire sempre più presuntuoso e arrogante, e che cercava di affrofittare della preferenza del padre.

Giacobbe rimprovera il figlio

Anche a suo padre, Giuseppe raccontò il sogno con l'interpretazione, ed anche lui, in primo tempo, ha pensato male, ma poi, riflettendo bene, ipotizzò che dietro a tutto questo ci doveva essere sicuramente la volontà di Dio.

Giuseppe va dai fratelli

Dopo qualche tempo, i fratelli di Giuseppe portarono il gregge a pascolare in un posto lontano.
Dopo alcuni giorni Giacobbe mandò Giuseppe a portare gli alimenti ai suoi fratelli.

I fratelli lo deridono

Appena visto da lontano, hanno pensato che era arrivata l'occasione giusta per togliere di mezzo il tanto odiato fratellino.
E' risaputo che i sentimenti di rancore e di invidia, se non sono tolti via subito, possono peggiorare, degenerando in avversità e odio.

L'odio dei fratelli Una scelta redditizia Giuseppe venduto schiavo Il dolore del padre


L'odio dei fratelli

Infatti, hanno subito preso il fratello, lo hanno legato e gettato in un pozzo senz'acqua, in attesa di decidere con calma cosa fare di lui.

Una scelta redditizia

In primo tempo avevano deciso di ucciderlo, ma poi veduta una carovana di mercanti diretta in Egitto, hanno optato per venderlo come schiavo.
Così avrebbero realizzato due benefici: essersi liberati finalmente del fratello e ricavato del denaro.

Giuseppe venduto come schiavo

Anche in questo caso si è vista la mano di Dio su Giuseppe; infatti non ha permesso che venisse ucciso, perché doveva rimanere in vita per uno scopo ben preciso, a beneficio di tutta la famiglia, che si sarebbe manifestato molto tempo dopo.

Il dolore del padre

Dopo aver risolto il caso di Giuseppe, ve ne era un altro, anche questo difficile da risolvere: cosa dire al padre sulla scomparsa di Giuseppe.
I furbi, hanno intriso la veste di Giuseppe nel sangue di una pecora e l'hanno portata al padre, dicendogli che una belva aveva sbranato Giuseppe e che non hanno potuto fare niente per salvarlo.

Giuseppe in Egitto Al servizio di Potifar La realtà diversa dai sogni
Giuseppe in Egitto

Giuseppe, in Egitto, venne comprato da un nobile di nome Potifar, costui era il capo delle guardie personali di Faraone.
Potifar era una brava persona e prese Giuseppe di buon cuore.

Al servizio di Potifar

Giuseppe al servizio di Potifar svolgeva diligentemente il suo lavoro, tanto che il padrone lo ha incaricato a dirigere i suoi affari personali, della sua casa e della sua famiglia.

La realtà diversa dai sogni

Quando Giuseppe era da solo, pensava a tutto quello che aveva subito e alla condizione del momento.
Pensava ai sogni che aveva fatto e rifletteva sul fatto che forse dietro a tutto questo ci doveva essere qualcosa da parte di Dio.
Però, non riusciva ad intravedere quello che da li a poco tempo doveva accadere e che alla fine i sogni che aveva fatto si sarebbero realizzati.

18799
Altro in questa categoria: